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Pompei, riemerge un armadio chiuso dal 79 d.C. con amuleti e monete

Nella casa di Cornelius Maximus, a Pompei, è stato ricostruito il contenuto di un armadio sigillato dall'eruzione: strumenti per il trucco, una collana di amuleti e 38 monete.

Rovine dell'antica città di Pompei con muri in pietra e colonne

Il Parco archeologico di Pompei ha annunciato il 29 ottobre 2026 il ritrovamento di un armadio domestico rimasto chiuso dall'eruzione del 79 d.C. nella casa IX 11, 7, nota come casa di Cornelius Maximus, nella zona centrale della città antica, lungo via dell'Abbondanza. Il contenuto, ricostruito grazie ai dati di scavo, restituisce il ritratto quotidiano di chi abitava la casa: strumenti per il trucco, piccoli oggetti di uso comune, una collana di amuleti e un gruzzolo di monete.

Una casa scavata in due tempi

La facciata dell'edificio era stata messa in luce già nel 1912, mentre gli ambienti sul retro sono stati indagati solo di recente, nell'ambito del progetto di restauro e accessibilità della vicina Insula dei Casti Amanti. L'attribuzione a Cornelius Maximus resta incerta. La stanza che ospitava l'armadio era decorata con pitture di IV stile, attribuite alla bottega di via di Castricio, segno di un certo tenore di vita; al momento dell'eruzione, però, nella casa erano in corso lavori edilizi.

Cosa conteneva l'armadio

Tra gli oggetti recuperati ci sono una pinzetta e una spatola per preparare i cosmetici, un balsamario in vetro, un bruciaprofumi e una lucerna in bronzo. C'erano anche alcuni pesi in piombo, probabilmente legati a un'attività di vendita, custoditi in una cassettina di legno di cui restano poche tracce, insieme a vasi e recipienti in bronzo, vetro e ceramica, tra cui una piccola coppa decorata a squame di pigna.

Il pezzo più suggestivo è una collana di almeno 24 pendenti in miniatura in faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca, con figure di divinità come Bes e Mercurio, mani, piedi, pigne e grappoli d'uva. Si tratta di crepundia, gli amuleti che si davano ai bambini come protezione. Completano il ritrovamento 38 monete di bronzo riposte in un cestino di fibre vegetali. In un'anfora sistemata su un soppalco sono stati trovati inoltre i resti di almeno due topi selvatici.

«Non possiamo ricostruire con certezza l'identità di chi abitava la casa», ha spiegato il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, sottolineando come proprio gli oggetti più comuni aiutino a cogliere la dimensione umana del passato.

Fonti: ANSA, Adnkronos, Euronews

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