David di Michelangelo: storia, significato e dove vederlo
La storia del David di Michelangelo: il blocco abbandonato, la commissione del 1501, il significato politico e il trasferimento alla Galleria dell'Accademia.

Il David di Michelangelo è forse la statua più famosa del mondo: un gigante di marmo alto più di cinque metri, scolpito a Firenze tra il 1501 e il 1504 da un artista che all'epoca aveva appena ventisei anni. Dietro la sua perfezione c'è una storia lunga, fatta di un blocco considerato rovinato, di una città che cercava un simbolo e di un trasloco ottocentesco studiato nei minimi dettagli.
Un blocco di marmo che nessuno riusciva a finire
La vicenda comincia molto prima di Michelangelo. Nel cantiere dell'Opera di Santa Maria del Fiore giaceva da decenni un enorme blocco di marmo di Carrara, destinato a una figura colossale per uno dei contrafforti della cattedrale. Come ricostruisce la rivista dell'Opera del Duomo di Firenze, Agostino di Duccio cominciò a lavorarlo nel 1464, ma si limitò a sbozzarlo e finì per danneggiarlo, lasciando l'incarico nel 1466. Anche un secondo tentativo, affidato ad Antonio Rossellino, rimase incompiuto.
Il marmo, già segnato dagli scalpelli e dalle intemperie, era diventato per i fiorentini semplicemente "il Gigante". Per molti anni nessuno osò più toccarlo, finché gli Operai del Duomo decisero di riprovarci con un giovane scultore che si era già fatto notare, tra l'altro, con la Pietà vaticana.
Come nacque il David di Michelangelo
Il 16 agosto 1501 Michelangelo ricevette ufficialmente la commissione. Il contratto, conservato ancora oggi nell'archivio dell'Opera, gli concedeva due anni di tempo e un compenso di sei fiorini d'oro al mese. Lo scultore si mise al lavoro il 13 settembre dello stesso anno, in un cortile dell'Opera dove oggi sorge il Museo dell'Opera del Duomo.
Nel gennaio del 1504 la statua era quasi terminata. A quel punto si pose un problema nuovo: un'opera simile meritava un luogo ben più visibile di un contrafforte, in alto e lontano dagli sguardi. Gli Operai riunirono allora una commissione di illustri cittadini e artisti, tra i quali figuravano Leonardo da Vinci e Sandro Botticelli, per scegliere una collocazione più adatta.
La decisione cadde sull'ingresso del Palazzo dei Priori, l'attuale Palazzo Vecchio. Il trasporto fu un'impresa: secondo la seconda parte del racconto dell'Opera, servirono quaranta uomini e quattro giorni di lavoro per spostare la statua, chiusa in una grande gabbia di legno, lungo un percorso di circa 400 metri, fino all'arrivo davanti al palazzo il 18 maggio 1504.
Consiglio: per capire davvero le dimensioni del Gigante, dopo la Galleria dell'Accademia passate da Piazza della Signoria e osservate la copia davanti a Palazzo Vecchio. Vedere la statua nel luogo per cui fu pensata aiuta a cogliere il suo significato civico.
Che cosa rappresenta la statua
Il soggetto è l'eroe biblico che sconfigge il gigante Golia con una fionda. Michelangelo sceglie un momento preciso: il suo David non posa vittorioso accanto alla testa del nemico, ma si concentra un istante prima del lancio. Golia non compare, e gli unici attributi che rivelano l'identità del personaggio sono la fionda e il sasso.
Il corpo nudo poggia sulla gamba destra, tesa, mentre la sinistra è leggermente avanzata: è la posizione detta contrapposto, che dà alla figura equilibrio e movimento. Il braccio sinistro piegato tiene la fionda, che passa dietro la schiena, mentre la mano destra ne stringe l'altra estremità con la pietra. La testa è girata verso sinistra, lo sguardo fisso, le sopracciglia aggrottate: vene gonfie, muscoli in tensione e narici dilatate raccontano la concentrazione prima dell'azione.
Il significato andava oltre il racconto biblico. Collocato davanti alla sede del governo cittadino, il giovane che affronta un avversario molto più forte divenne il simbolo della libertà della Repubblica fiorentina, come ricorda anche la scheda del portale Italia.it. Non a caso la scelta del luogo ebbe un valore politico, e la statua fu talvolta presa di mira: nelle cronache si ricordano pietre lanciate di notte dai sostenitori dei Medici e un fulmine che la colpì nel 1512.
Dalla piazza alla Galleria dell'Accademia
Per più di tre secoli e mezzo il David rimase all'aperto, esposto alla pioggia e al gelo. Già nel 1842 lo scultore Lorenzo Bartolini propose di spostarlo per proteggerlo; nel 1866 una commissione di esperti cominciò a valutare il problema e nel 1872 si decise il trasferimento. Il trasloco avvenne tra il 30 luglio e l'8 agosto 1873: la statua, protetta da una struttura di legno, pesava in tutto circa 19 tonnellate.
La nuova casa fu la Galleria dell'Accademia, nata nel 1784 per volontà del granduca Pietro Leopoldo. Per accogliere il capolavoro l'architetto Emilio De Fabris progettò una tribuna dedicata, coperta da una volta di vetro che ancora oggi illumina la statua con la luce naturale.
Le copie del David a Firenze
Chi passeggia per Firenze incontra il Gigante più di una volta. La copia davanti a Palazzo Vecchio, realizzata da Luigi Arrighetti, occupa il posto dell'originale. Un'altra copia, in bronzo, domina il Piazzale Michelangelo, circondata dalle riproduzioni delle allegorie delle Cappelle Medicee, come spiega il portale turistico ufficiale di Firenze, che indica per l'originale un'altezza di 517 centimetri.
Le date chiave del David di Michelangelo
| Anno | Che cosa accade |
|---|---|
| 1464 | Agostino di Duccio inizia a sbozzare il blocco per l'Opera del Duomo |
| 1466 | Agostino di Duccio lascia l'incarico; il marmo resta incompiuto |
| 16 agosto 1501 | Michelangelo riceve la commissione dagli Operai del Duomo |
| 13 settembre 1501 | Inizio del lavoro di scultura |
| Gennaio 1504 | La statua è quasi finita; una commissione sceglie la collocazione |
| 18 maggio 1504 | Il David arriva davanti al Palazzo dei Priori |
| 1512 | Un fulmine colpisce la statua |
| 1873 | Trasferimento alla Galleria dell'Accademia (30 luglio–8 agosto) |
Visitare la Galleria dell'Accademia
La Galleria si trova in via Ricasoli, a pochi passi da piazza San Marco, e custodisce il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo. Oltre al David si possono ammirare i quattro Prigioni, giganti incompiuti pensati per la tomba di papa Giulio II e arrivati al museo nel 1908, il San Matteo e la Pietà di Palestrina, esempi del celebre "non finito" michelangiolesco.
Il percorso comprende anche una ricca raccolta di dipinti fiorentini, con opere di Botticelli, Ghirlandaio, Pontormo e Bronzino, la gipsoteca ottocentesca legata a Lorenzo Bartolini e una collezione di strumenti musicali del Conservatorio Luigi Cherubini, tra cui alcuni Stradivari. Orari, tariffe e modalità di prenotazione cambiano nel corso dell'anno: conviene verificarli sul sito ufficiale del museo prima della visita, soprattutto nei mesi di alta stagione.
Domande frequenti
Dove si trova il David originale?
L'originale è conservato a Firenze nella Galleria dell'Accademia, dove fu trasferito nel 1873. Quello in Piazza della Signoria è una copia.
Quanto è alto il David?
La statua supera i cinque metri: il portale turistico di Firenze indica 517 centimetri. Il blocco originario misurava nove braccia fiorentine, circa 5,22 metri.
Quanto tempo impiegò Michelangelo a scolpirlo?
Circa tre anni: iniziò il 13 settembre 1501 e nel gennaio 1504 la statua era quasi completa. A maggio dello stesso anno fu portata davanti a Palazzo Vecchio.
Perché il David è un simbolo di Firenze?
Il giovane eroe che sfida un nemico più forte fu letto come immagine della Repubblica fiorentina e della sua libertà, per questo venne collocato davanti alla sede del governo cittadino.








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