Giotto: vita e opere del pittore che cambiò l'arte
Vita e opere di Giotto: le origini nel Mugello, Assisi, la Maestà di Ognissanti, la Cappella degli Scrovegni, Santa Croce e il campanile di Firenze.

Giotto di Bondone è il pittore che, tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, ha dato alle figure dipinte un peso, uno spazio e un'emozione che l'arte occidentale non conosceva da secoli. La Britannica lo definisce il pittore italiano più importante del XIV secolo e ricorda che è stato venerato come il padre della pittura europea. Seguire la vita e le opere di Giotto significa attraversare l'Italia del suo tempo: Firenze, Assisi, Padova, Roma e Napoli.
Chi era Giotto: le origini nel Mugello
Le fonti non concordano sulla data di nascita. La Britannica indica due possibilità, il 1266 o 1267 oppure il 1276, mentre l'Opera di Santa Croce di Firenze propone il 1267 circa. Il luogo invece è sicuro: Colle di Vespignano, nel Mugello, a poca distanza da Firenze. Secondo la tradizione fu allievo di Cimabue, anche se il rapporto tra i due non è documentato con certezza.
La sua fama crebbe in fretta, tanto che già Dante la registrò nella Divina Commedia. Nel canto XI del Purgatorio (versi 94-96) si legge: «Credette Cimabue ne la pittura / tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, / sì che la fama di colui è scura». In tre versi il poeta fissa il passaggio di testimone tra il vecchio maestro e il giovane pittore che lo aveva superato.
Assisi e la Maestà di Ognissanti
Una delle imprese più discusse della storia dell'arte è il ciclo delle Storie di san Francesco nella Basilica superiore di Assisi, dipinto nell'ultimo quarto del Duecento e tratto dalla Legenda maior di san Bonaventura. Il nome di Giotto è legato da sempre a queste scene, ma la paternità degli affreschi divide ancora gli studiosi: si parla apertamente di una «questione di Assisi», nella quale entra anche il nome di Pietro Cavallini. Resta il fatto che l'UNESCO, tra i capolavori che rendono Assisi un riferimento per l'arte europea, cita le pitture di Cimabue, Pietro Lorenzetti, Simone Martini e Giotto.
Più sicura è la grande tavola oggi agli Uffizi, la Maestà di Ognissanti, dipinta intorno al 1300-1305 per la chiesa fiorentina di Ognissanti, officiata dai frati Umiliati. Misura 325 per 204 centimetri ed è eseguita a tempera su fondo oro. La Vergine siede su un trono come una regina, dentro un tabernacolo gotico, circondata da santi e angeli. Il museo sottolinea il naturalismo con cui Giotto tratta un soggetto tradizionale: pochi ornamenti sulle vesti e un chiaroscuro che dà volume ai corpi. Per oltre un secolo questa composizione fu un modello per i pittori fiorentini.
La Cappella degli Scrovegni a Padova
Il capolavoro di Giotto si trova a Padova. La cappella fu voluta da Enrico Scrovegni in memoria del padre Rinaldo, il prestatore di denaro che Dante colloca nel settimo cerchio dell'Inferno. Come ricorda il portale ufficiale del turismo italiano, Giotto decorò la Cappella degli Scrovegni tra il 1303 e il 1305, in tempi molto rapidi, e l'edificio fu consacrato nel marzo del 1305.
Sulle pareti si sviluppano le storie della Vergine e di Cristo, in quasi quaranta episodi. In controfacciata domina il Giudizio Universale, mentre nella fascia bassa sette Virtù e sette Vizi sono dipinti a monocromo. Sopra tutto si apre la celebre volta blu punteggiata di stelle. Ogni scena funziona come un piccolo teatro: le figure hanno gesti, sguardi e reazioni leggibili, e lo spazio intorno a loro ha una profondità credibile.
Dal 2021 la cappella fa parte del sito UNESCO dei cicli di affreschi padovani del Trecento, che riunisce otto complessi monumentali dipinti tra il 1302 e il 1397. Secondo l'UNESCO, il ciclo di Giotto segna l'inizio di uno sviluppo rivoluzionario nella pittura murale, poi proseguito a Padova da artisti come Guariento di Arpo, Giusto de' Menabuoi e Altichiero da Zevio.
Roma, Firenze e Napoli: gli anni della maturità
Giotto lavorò anche per i grandi committenti romani. Nella Pinacoteca Vaticana si conserva il Trittico Stefaneschi, realizzato con la collaborazione della bottega tra il 1315 e il 1320 per l'antica basilica di San Pietro, su incarico del cardinale Jacopo Caetani degli Stefaneschi. È dipinto su entrambe le facce perché doveva essere visto sia dal lato del celebrante sia da quello dei fedeli.
A Firenze, nella basilica di Santa Croce, il pittore affrescò la cappella Bardi con le Storie di san Francesco, sempre ispirate alla Legenda maior. La datazione oscilla tra il 1317-1325 e un momento vicino al 1333, anno in cui Giotto rientrò a Firenze da Napoli, dove aveva lavorato. La storia di questi affreschi è movimentata: furono coperti di scialbo, probabilmente entro la prima metà del Settecento, riscoperti e ridipinti in stile medievale da Gaetano Bianchi tra il 1851 e il 1853, poi liberati dalle ridipinture nel 1957-1958. Nel giugno del 2022 è iniziata una nuova campagna di studio e restauro degli affreschi.
L'ultima grande impresa fu architettonica. Nel 1334 Giotto avviò il campanile del Duomo di Firenze, che ancora oggi porta il suo nome. Dopo la sua morte i lavori passarono ad Andrea Pisano e furono completati da Francesco Talenti nel 1359. La torre è alta 84,70 metri e 414 gradini conducono alla terrazza in cima. Giotto morì a Firenze l'8 gennaio 1337.
Le opere di Giotto e dove vederle
| Opera | Luogo | Datazione | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Storie di san Francesco | Basilica superiore di San Francesco, Assisi | Ultimo quarto del XIII secolo | Attribuzione discussa dagli studiosi |
| Maestà di Ognissanti | Gallerie degli Uffizi, Firenze | 1300-1305 circa | Tempera su tavola, 325 x 204 cm |
| Affreschi della Cappella degli Scrovegni | Padova | 1303-1305 | Patrimonio UNESCO dal 2021 |
| Trittico Stefaneschi | Pinacoteca Vaticana, Roma | 1315-1320 | Con la bottega, dipinto su due facce |
| Storie di san Francesco, cappella Bardi | Basilica di Santa Croce, Firenze | 1317-1325 o 1333 circa | Restauro avviato nel 2022 |
| Campanile del Duomo | Piazza del Duomo, Firenze | Avviato nel 1334 | Completato da Francesco Talenti nel 1359 |
Consiglio: agli Uffizi la Maestà di Ognissanti si trova nella sala A4, intitolata a Giotto e Cimabue: osservarla insieme alle opere del maestro più anziano è il modo più rapido per capire la novità del suo stile. Per la cappella Bardi conviene controllare sul sito dell'Opera di Santa Croce se gli affreschi sono visibili, perché durante il restauro possono restare coperti dai ponteggi. Orari, biglietti e modalità di accesso vanno sempre verificati prima della visita sui siti ufficiali.
Domande frequenti
Dove e quando è nato Giotto?
È nato a Colle di Vespignano, nel Mugello, vicino a Firenze. L'anno è incerto: le fonti indicano il 1266 o 1267, oppure il 1276.
Qual è l'opera più famosa di Giotto?
Il ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova, dipinto tra il 1303 e il 1305, è considerato il suo capolavoro e dal 2021 è patrimonio dell'umanità.
Perché Giotto è così importante nella storia dell'arte?
Perché ha dato alle figure volume, gesti naturali ed emozioni riconoscibili, collocandole in uno spazio credibile. Per questo è considerato uno dei padri della pittura europea.
Dove si possono vedere le opere di Giotto a Firenze?
Agli Uffizi, con la Maestà di Ognissanti, nella basilica di Santa Croce, con la cappella Bardi, e in piazza del Duomo, dove svetta il campanile che porta il suo nome.








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