Agrigento, nuovi scavi nel tempio della Concordia: resti di bambini
Nella Valle dei Templi una nuova campagna di scavi nel tempio della Concordia ha riportato alla luce i resti di almeno tre bambini, in un'unica sepoltura.

Il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento ha avviato una nuova campagna di scavi all'interno del tempio della Concordia. Le ricerche, promosse dal direttore Roberto Sciarratta e rese note il 4 novembre 2026, hanno già riportato alla luce i resti di almeno tre bambini, deposti in un'unica sepoltura scavata nel pavimento del tempio.
Chi conduce lo scavo e che cosa è emerso
Lo scavo è diretto dall'archeologa Maria Serena Rizzo e dall'archeoantropologo Roberto Micciché. Si tratta di una prima valutazione: le analisi sui resti ossei dovranno chiarire a quale epoca risalga la sepoltura e che cosa raccontino le ossa sulle condizioni di vita e sull'alimentazione delle persone sepolte.
Il lavoro riprende un filone di ricerca aperto con gli scavi del 2018 e 2019. In quell'occasione furono trovati altri resti ossei e le analisi al radiocarbonio datarono una sepoltura al XII secolo, in epoca normanna: un dato coerente con le fonti storiche che ricordano nell'area un monastero e una chiesa dedicati a San Gregorio.
La storia cristiana del tempio
In età cristiana il tempio della Concordia fu adattato a luogo di culto. Secondo la tradizione, la trasformazione in chiesa si deve al vescovo Gregorio, vissuto tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo. La nuova campagna vuole raccogliere altro materiale per capire quando cominciarono le sepolture all'interno dell'edificio e quali furono le fasi più antiche del suo uso funerario, verificando una tradizione che finora non ha trovato conferme negli scavi.
Per l'assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, «il nostro patrimonio archeologico è materia viva». Il direttore Sciarratta ha spiegato che le ricerche si concentrano sulla stratificazione storica della Valle, cioè sulle fasi di vita che si sono succedute nel sito nel corso dei secoli.
Fonti: ANSA, Giornale Centro Sicilia, Teleacras





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