Murano, il Museo del Vetro raddoppia con la nuova ala alle ex Conterie
Oltre 1.300 metri quadrati nelle ex Conterie: il Museo del Vetro di Murano raddoppia gli spazi, con apertura annunciata per l'autunno del 2027.

Il Museo del Vetro di Murano si prepara a raddoppiare i propri spazi espositivi. Sabato 7 novembre 2026 il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha visitato il cantiere della nuova ala: oltre 1.300 metri quadrati ricavati da un edificio delle ex Conterie, l'antica fabbrica di perle di vetro dell'isola. L'apertura al pubblico è annunciata per l'autunno del 2027.
Un padiglione affacciato sul giardino
Il nuovo padiglione avrà grandi vetrate rivolte verso il giardino del museo. L'investimento supera i 5 milioni di euro ed è sostenuto interamente con risorse proprie della Fondazione Musei Civici di Venezia. Il percorso è partito nel 2019, quando l'edificio delle ex Conterie è stato concesso alla Fondazione dal Comune, ed è arrivato ora alla fase di cantiere. In quegli ambienti un tempo si producevano le conterie, le piccole perle di vetro della tradizione muranese.
Tre sezioni dal Novecento a oggi
Gli spazi saranno organizzati in tre sezioni. La prima sarà dedicata al Novecento e alle trasformazioni dell'arte vetraria, raccontate attraverso due parole chiave della storia delle fornaci muranesi: fabbrica e famiglia.
La seconda riguarderà la produzione contemporanea e accoglierà due importanti donazioni. La prima è la collezione del gallerista e collezionista newyorkese Barry Friedman. La seconda comprende le 453 opere donate dall'azienda Carlo Moretti, che documentano il design e la produzione del vetro di Murano dalla seconda metà del Novecento fino ai primi anni Duemila.
La terza sezione sarà un'installazione immersiva dedicata al lampadario, con il confronto tra i modelli classici e le loro reinterpretazioni contemporanee.
Il valore di una tradizione viva
Durante il sopralluogo il sindaco ha insistito sul fatto che la storia del vetro di Murano non appartiene soltanto al passato: le fornaci, i laboratori e i maestri vetrai, secondo Venturini, sono anche gli interpreti del futuro dell'isola.





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